Un anno…
Vagiti, notti insonni, i primi passi.
Un anno
qualche bacio, un letto, parole.
Inadeguata, smarrita, inerte…
Arrabbiata con il tempo,
quel tempo che ha voltato le pagine dei mesi
troppo velocemente per uno sguardo,
un sorriso, per parlare con le tue labbra.
E’ un anno.
E ancora il calendario lo ricorda:
è un anno.
Ho passato tutte le stagioni,
ho giocato ma sono rimasta spezzata.
Sto malissimo e nessuno se ne accorge,
questo è un mondo sbiadito
e la tua immagine rimane viva,
viva nel creato dei morti,
nomadi come fantasmi vestiti di bianco
sono una di loro. Sono loro.
Nostalgica senza parole
sto cercando di ricordare,
forse un biberon di ciò che nacque.
Ma mi hai abbandonata,
tra i cantieri dell’anima
con un cuore disoccupato
a cullare non so nemmeno cosa.
Sospiro…
era solo per dirti che…


