A PRESTO URUGUAY!

E così il momento dei saluti è arrivato.
Faccio sempre così fatica a trovare le parole giuste quando ci si trova in queste circostanze.
A volte, sarebbe più opportuno non dire nulla, in fondo parlano i momenti di vita vissuta assieme e ci sono sguardi e sorrisi che valgono molto più.
Ma come rimanere in silenzio dopo 10 mesi?
In questo periodo ho conosciuto persone meravigliose, persone umili che sanno vivere bene con quel poco che hanno.Arrivai a Treinta y Tres il 10 di novembre, il giorno seguente incontrai il mio compagno di percorso – Alfonso – quello che mi ha fatto ridere, risolto qualche inghippo, fatto da Cicerone e da autista! Non conosceva nemmeno il mio nome e mi portò a casa sua a bere un bicchiere di latte e a vedere una partita di calcio italiano.
Quella stessa giornata di novembre, conobbi alcune mamme e una delle quali “La Negrita”, è arrivata a regalarmi un agnello (cucinato alla griglia) la sera della mia festa d’addio. Con lei però, s’è giocato e solo le stanze del Collegio possono dire cosa usciva dalle nostre bocche le sere d’estate, ma è sempre una mamma e quindi, spesso si è “sfogata” ed aperta a quelle che ovviamente sono le sue preoccupazioni nei riguardi della figlia.
Con i ragazzi del Collegio ho sempre avuto un buon feeling, con alcuni di loro ha iniziato a consolidarsi durante il camping estivo dove gli insetti, laguna, Twister e Pictionary sono stati gli elementi che han fatto da collagene. Celebre la mia uscita: “Pierna de leño”, invece che “Pata de palo”. Poi, come dimenticarsi il primo mate e le facce divertite per il mio disgusto, ora però mi sono attrezzata: un po’ di zucchero e l’amaro se ne va!
Ci sono poi tutte le varie festività religiose passate con i preti della zona e due dorotee italiane. Sarà quasi impossibile dimenticarsi di Luigina del suo gazzettino Treinta y Tres e la povera Fiorangela che ascolta in silenzio e guarda divertita il Luigina show.
Come non ringraziare nel mio piccolo excursus i genitori di Suor Laura che mi hanno aperto le porte di casa loro e mi han ingozzata di cibo e lasciata poltrire sul divano come un’ameba!
Ci sono state molte persone all’interno del mio cammino a Treinta Y Tres, i ragazzi della Pastorale Giovanile, gli animatori che hanno saputo animare anche le mie giornate. Gloria e Wilson presenze costanti del mio soggiorno; Bochita, Juan, Winnie ed Erika compagni di risate e di “bibliatura”.
Come colonna sonora del mio viaggio, utilizzerei i miei bambini del Barrio o del Collegio non fa differenza. Sorrisi, abbracci, rimproveri per qualche compito non perfetto e grosse risate durante le lezioni hanno allietato le mie giornate. Bastava passare qualche momento con loro per far sì che una piccola arrabbiatura si cancellasse.
E per finire ci sono le mie mamme, nonne, zie: le suore, la mia famiglia tutta al femminile.
Mi piace ricordarle, accentuando certe loro piccole manie…
Camino, caldo e freddo, tutto è imponente per Juanita che non smette di far parole crociate ed i conti della cantina, mentre Grazia legge una novella, sbirciando nel frigorifero. Teresita, invece, corre dalla postazione pc a quella dell’amministrazione, sotto lo sguardo di Josefina che imperterrita continua a fare uncinetto, assopendosi di tanto in tanto sulla sedia. La sveglieranno forse le grida di Carmen agli alunni esagitati? Trottola tra Montevideo e Treinta y Tres Laura, dove nel frattempo, controlla, dirige, amministra e dà il tempo al Nuestra Señora de los Treinta y Tres.
Ognuna di loro però, mi ha fatto un po’ di spazio nel proprio cuore, ognuna di loro ha accettato le mie manie, i miei difetti e sempre è stata presente quando influenze e febbri varie mi hanno colpita. In questi 10 mesi hanno assecondato i miei desideri, hanno mangiato patate fino a scoppiare e preparato torte come fossero nonna Papera!
Loro, unite alle persone che ho conosciuto hanno fatto sì che mai sentissi mancanza della mia famiglia, che mai mi venisse in mente di terminare tutto e tornamene a casa. Mai una lacrima per quello che avevo in Italia, nulla che mi facesse star male.
Anche loro hanno trovato spazio nel mio cuore e ho mille fotografie stampate nella mia mente, mille ricordi che mi accompagneranno e marcheranno la mia vita. Solo ricordi di positività e ottimismo che mi verranno utili quando avrò qualche momento di sconforto.
Ma è venuto il momento di chiudere questa mail e credo che la miglior parola da utilizzare in questi casi sia semplicemente:
GRAZIE, vi porto nel mio cuore!

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