Azzurro o principe?

2006. La nobiltà sta cedendo il passo! Sono rimasti pochi principi a disposizione e pochi sembrano essere azzurri. Io non ci ho mai creduto sebbene l’azzurro – o meglio il blu – fosse uno dei miei colori preferiti. Mi piacciono le persone che cavalcano che afferrano la vita con determinazione e saltano gli ostacoli che gli si presentano davanti senza timori ma con rispetto e sagge decisioni.

Socchiudo per un istante gli occhi e mi viene da sorridere, l’immagine da principe azzurro non ti si addice, il pennacchio ti sta veramente male, sbufferesti di continuo per togliere le piume e saresti insofferente alla stoffa del vestito. No, hai bisogno di qualcosa di più comodo perché ami correre da un luogo ad un altro e ti dimeni con destrezza nei vari ruoli. Padrone del mondo come un monarca lo è del suo popolo. Saggio come un illuminato del Settecento, valoroso come l’ultimo dei cavalieri, generoso come i puri di cuore anche se troppo spesso ti curi di quello che la gente potrebbe pensare di te e rimani impantanato… eh sì, sei senza cavallo, quello l’hai fatto scappare, hai voluto che scappasse per paura di non destreggiarti più come prima. Amavi il tuo cavallo, era diventato la tua distrazione, correvi accanto a lui ed assaporavi la brezza dell’amore che ti ha pervaso sin dall’inizio…

Apparentemente, sembri meno solo, vivi circondato dalla tua corte, hai le giornate scandite dagli impegni e dall’etichetta di un mondo assediato dai convenevoli. Sorrisi ed inchini. Dame che si aggirano tra le stanze regali, falsi sorrisi e false promesse. Ciò che ami non è racchiuso in loro. C’è qualcos’altro fuori la grande vetrata di stile barocco decorata con oro e pietre preziose. Siedi sul trono della saggezza, chiudi per un istante le porte che portano alla sala del trono, incrocia le gambe come i grandi capi indiani e pensa alle lunghe giornate con il tuo “amico” inseparabile, il cavallo che non hai voluto fosse bianco per convezione, quel cavallo che non hai voluto fosse ammaestrato perché il suo linea selvaggia ricordava te e solo te potevi “addolcirlo”.

E’ passato tanto tempo dall’ultima passeggiata, dall’ultima volta che hai guardato i suoi grandi occhi. Ti manca e spesso non sai come farlo tornare…

Ti guardi indietro e scopri che non sei più un principe e non sei vestito d’azzurro, nessun pennacchio ma sei rimasto in piedi con le briglie in mano. Il cavallo era la sola cosa vera mai accaduta nei tuoi ultimi anni. Quel cavallo ti aveva donato mantello e corona. Ti aveva dato lo scettro del potere. Credi che sia corso via, percorrendo praterie e steppe russe.

Il cavallo non è scappato… se lo chiami anche solo utilizzando la voce del tuo cuore, lui torna, ma sì che torna, ti sta cercando anche lui…

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