Così fan tutti!

 Tu quoque Brute, fili mihi, mai frase più azzeccata dopo la debacle di ieri sera dell’ex ormai, Presidente del Consiglio, Romani Prodi. 161 contro 156, questo è il verdetto del Senato. Come una pugnalata Mastella, Barbato, Dini affondano la loro vecchia maggioranza strizzando l’occhio a Berlusconi.

C’è chi come Rosy Bindi, presente dopo il crack alla trasmissione di Santoro, ha puntato il dito anche contro Veltroni e ad un PD emergente che forse è stato fatale.

Ora la palla passa al Presidente Napolitano, che dopo le consultazioni con Bertinotti e Marini, dovrà decidere se affidare il mandato ad un governo alternativo, e la via istituzionale è indubbiamente quella più probabile. E’ certo però, che la ex maggioranza dovrà provare a convincere Casini a farne parte perché come ha sottolineato il Presidente della Repubblica, nel discorso per i 60 anni della Carta Costituzionale, questo Paese ha bisogno di riforme.

Piccola annotazione, il Governo ha avuto quasi 2 anni per pensarle, legiferarle e poi attuarle, risulta pressoché strano che in una manciata di pochi mesi si possano mettere in opera.

Queste sono riforme di cui lo Stato ha una necessità vitale, ma in 20 mesi è possibile che queste stesse esigenze non si fossero palesate prima? Queste riforme quali sono e soprattutto perché nessuno spiega, in maniera schietta e chiara, ai poveri e bistrattati elettori, di cosa si tratti? A partire dalle 21:00 di ieri sera c’è un vuoto da ricoprire, di gente che sviene, di gente che sputa e fa le corna, di gente che sposa un programma e poi lo abbandona. Questa legge elettorale può lasciare tranquilli i cittadini italiani perché certamente eviteranno, con il proprio voto, che queste persone entrino in Parlamento. Questa legge salvaguarda “lo scrigno della democrazia”, e se il Mastella “lentamente muore” perché così fan tutti, lo stato di diritto è sepolto nella spazzatura napoletana.

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