Leer 5

Oggi cambiamo genere di lettura, salutiamo per un po’ Bambarén e passiamo ad autori nostrani, Claudio Magris, per l’appunto. Professore di letteratura tedesca all’università di Trieste e collaboratore al “Corriere della Sera”. Di recente è uscito “L’INFINITO VIAGGIARE” una raccolta di brani che vano dalla fine degli anni 80 sino al 2004, un excursus di viaggi dello stesso autore dove si mescolano storia e letteratura, antico e moderno.

Si parte dalla Spagna, si percorre l’Europa dell’Est per arrivare sino a Sidney.

Colori, odori, paesaggi che cambiano, che ti portano dentro sensazioni nuove ed altre, invece, riecheggiano nell’intimo Io.

“Vivere, viaggiare, scrivere. Forse oggi la narrativa più autentica è quella che racconta non attraverso la pura invenzione e finzione, bensì attraverso la presa diretta dei fatti, delle cose, di quelle trasformazioni folli e vertiginose che, come dice Kapuscinski, impediscono di cogliere il mondo nella sua totalità e di offrirne una sintesi, consentendo al poeta di afferrarne, come un reporter nel caos della battaglia, solo dei frammenti. […] Conoscere è spesso, platonicamente, riconoscere, è l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio”. Sono alcuni passi della sua prefazione.

Il libro è per alcuni tratti complesso, nomi e personaggi non sempre sono familiari ma il modo di scrivere è eccezionale. Filosofia, poesia e semplice narrativa sono gli elementi principali del suo scrivere coinvolgente e affascinante.

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