Sonno&Risvegli

L’umanità come abbiamo più volte accennato è spaccata in due (si stavolta in saturnini non si differenziano): Venere e Marte, così, anche per andare a dormire si utilizzano modi diversi. C’è chi ogni sera stramazza dal sonno (sono più i Lui che le Lei), non importa dove purché la superficie sia piatta ed adeguata a dormine. Ogni tentativo di rianimazione è inutile. Solo udendo nominare la parola letto, scatta in Lui un meccanismo asmatico che implica al letargo dei “fratelli orsi”. Niente la libido è stata stroncata sul nascere e poi ci dicono nel “nostro” mal di testa!

 

C’è la donna maniaca dell’ordine che prima di andare a dormire si comportano stile: modello filippina. E così, fanno la stoviglie o peggio ancora per prendere tempo (aspetto che la voglia le assalga!) lavano i piatti senza l’utilizzo dell’elettrodomestico, così poi passano a spazzare, stendono il bucato, nel frattempo seguono la televisione o le più acculturate si danno alla lettura di un libro e poi con il pigiama della nonna si infilano sotto le coperte.

Ci sono anche i modelli Barbie. Non si può andare a letto senza prima mettersi la crema notte, la notte contorno rughe, quella per i piedi e mani, avendo prima effettuato il pediluvio e quindi anche il “maniluvio”J. Si spazzolano, si mettono il pigiama con un precisione certosina e aprono, per finire, il letto come la principessa Sissi ed infine ronfano!

C’è, per finire, la tipologia: insonnia! Dove non si va a letto se non si arriva almeno sino all’una di notte e nel frattempo si passa in rassegna tutto quello che la televisione ci sforna od anche si legge divorando le parole o smanettando con il pc, perché in fondo, non è bastato quanto abbiamo fatto durante la giornata!

 

PRIMA DI DORMIRE

I lavoratori veri di solito crollano prima delle 23 e appena sentono il tepore delle coperte si abbandonano fra le braccia di Orfeo. Ma, ahinoi, i lavoratori sono l’eccezione; la maggioranza, si sa, è costituita dalla massa studenti e/o disoccupati, che prima di addormentarsi segue un attento rituale.

In principio, per conciliare il sonno si utilizzava la classica camomilla (ma vi ricordate il giungle “Notti calme giorni belli, filtro fiore Bonomelliiiiii?”), poi sostituita, in casi estremi dai più drastici sonniferi. Oggigiorno invece, chi non vuole ricorrere a tali rimedi farmacologici, ha trovato nel tubo catodico il rimedio migliore: c’è chi si assopisce guardando qualche film pesantuccio, stile “I bellissimi” di rete 4,  senza di solito arrivare alla fine del primo tempo; chi invece vuole proprio cadere in un sonno pesante si sintonizza su Rai 1, e appena sente la sigla di “Porta a Porta” (che vi ricordo è la colonna sonora di Via col vento), si addormenta sereno, prima che inquadrino la faccia di Bruno Vespa (altrimenti il sonno si trasformerà in incubo); infine vi è la stragrande maggioranza, che preferisce restare sveglia fino a tardi pur di vedere le sintesi delle più svariate partite di pallone… a proposito, mogli e fidanzate, siete proprio sicure che i vostri uomini guardino i goal? perché se vi dicono che stanno guardando Pizzighettone – Sant’Anastasia, secondo me è probabile che guardino altro…a buon intenditor, poche parole!

 

IL RISVEGLIO

 

 

Chichirichì!! E la donna scatta come fosse un marine al suonar del primo trillo di sveglia. Ma ve ne sono altre, quelle da “istinto da gallo”, per cui si sveglia con largo anticipo e fa tutte le sue cosine in maniera lenta e degenerante per il sistema nervoso del compagno. Legge i quotidiani quando ancora appartengono ad un giorno futuro, si prepara un abbondante colazione e svolge le faccende lasciate in sospeso la sera precedente… Modello colf per intenderci!

Ma poi per la mia gioia personale c’è la Donna Primato! Quella che mette la sveglia calcolando i tempi esatti di lavatura, vestitura e borseggiatura! Si indugia nel letto quel tanto che basta per poi schizzare fuori dalle lenzuola, sfoggiando doti incredibili nel recupero ed ottimizzazione dei tempi. Sotto gli occhi sconvolti di amici, parenti, partner guadagna il bagno come se aspettasse lo starter nei 100m piani. Giungendo alla porta inizia ad indossare già qualche indumento, arrivata al lavandino è completamente vestita! E poi, via a prodezze, ci si lava i denti e nel mentre ci si asciugano i capelli, si fa colazione e con una mano si sfogliano i titoli dei giornali o peggio ancora alternandosi ci si allaccia le scarpe. Uscendo di casa, trascina dietro di se un mulinello d’aria tale da richiudere porte e portoni alla e proprie spalle con il solo risucchio. E comunque, per ottimizzare ancor di più i tempi c’è chi come me la colazione la fa camminando!!

 

IL RISVEGLIO

Al momento del risveglio, non esiste più alcuna differenza fra uomo e uomo, perché tutti tornano ad essere terribilmente uguali. Pochi ma semplici gesti, ripetuti ogni mattina con la solita identica cadenza.

Al suono della sveglia infatti, con la testa ancora sotto un numero imprecisato di cuscini, dalle coperte si vede sbucare una mano che cerca di bloccare quel fastidiosissimo suono; ma le sveglie moderne sono fatte apposta per romperti l’anima, e così, appena hai richiuso gli occhi, riprendono a trillare più forte di prima per farti capire che è proprio l’ora di alzarsi!

A questo punto il nostro uomo, va a trovare le migliori amiche del mattino, e cioè le due tazze! Infilate le pantofole, con gli occhi ancora semi chiusi, si dirige con la sua andatura da zombie verso la toilette; indossa un pantalone del pigiama solitamente celestino, modello Fantozzi (nel senso che i pantaloni ti arrivano quasi sotto le ascelle) e con una mano sul pacco e l’altra sul viso, va a fare visita alla tazza numero 1: la tazza del water…….. Espletato questo fondamentale bisogno, inizia ad aprire gli occhi, abbandona l’espressione cadaverica per assumere sembianze viventi, e, con una camminata ciondolante, prosegue verso la cucina: ecco la tazza numero 2…la tazzina di caffè fumante, pronta a darti la carica per una nuova dura giornata……. da lavoratore o da disoccupato!

 

Per Concludere:

 

Finché si vive a casa propria ogni modo di dormire-svegliarsi è pressoché accettato dai familiari, ma quando si vive in coppia, la questione porta non pochi problemi.
C’è chi (come la sottoscritta) si appropria di tutto il lenzuolo, coperte, piumone e copri-piumone egemonizzando da far imperioso l’intero letto a due piazze! Arrivando al compromesso dei letti separati
C’è chi non si addormenta se prima non legge e chi non si addormenta se l’altro legge. Per non parlare delle liti sulla scelta del canale tivù.
Si arriva così ad un allargamento del compromesso: camere separate.
Resta il problema del bagno. Risolvibile con i doppi servizi.
Se uno è a dieta allora una sola cucina non basta più: le case separate cono la naturale estensione di una convivenza aperta. Tuttavia anche le case separate sono un palliativo.
Il miglior convivente è quello domiciliato in un’ altra città.

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