Quando abbinare è un’utopia…


Ci avviciniamo inesorabilmente al secondo mese a Palma. Pensate che qualcosa sia cambiato? Ehmm, domanda successiva?!
Ma non è del mio non-rapporto con gli autocnoni il focus di questo post, bensì della stravagante maniera delLE locali che hanno nel vestirsi.
Eppure direte, la Spagna di stilisti ne produce, basti ricordare Agatha Ruiz de la Prada, Cristobal Balenciaga, Manolo Blahnik, …, ma non c’è peggior sordo, in questo caso cieco di chi non vuol vedere!

Cosa combinano? Pensare che il leopardato/tigrato/ghepardato e similari sia glamour a 20 anni è una buona risposta?
Sembrano tante piccole Valeria Marini, ma con 20 anni in meno! E capite che non è che sia un ottimo complimento o paragone.

Ma andiamo per ordine. Sin da piccola mia madre ha tentato di spiegarmi che l’abbinamento dei colori è importante, e che bisogna sì azzardare a volte, ma appunto A VOLTE e con cautela, troppo tutto d’un colpo e dannoso, sopratutto alla mia di salute.

Anche qui io aprirei un corso dal titolo: “Come disintossicarmi dalla sindrome tavolozza di colori”.
Inizierei con:
– I fantastici 5: giallo, rosso, blu, bianco e nero.
– Come nascono i colori secondari e complementari
– La tecnica della tinta unita, sfumature e abbinamenti

Per i più esperti e promettenti:
– Non tutti i tessuti si mischiano tra di loro
– Pois, quadretti e righe come, dove e quanto usarli

Su quest’ultimo l’attenzione dovrà essere massima perchè spesso non entrano nell’ottima che se il tuo culo fa provincia dell’intero arcipelago delle Baleari, forse è meglio evitare pois, quadrettoni e righe, capaci solo di rendere il tuo deretano delle dimensioni della Sicilia! O peggio ancora far credere mettendo fantastiche minigonne a quadrettoni, degni delle migliori osterie, che si sia andando a fare un pic nic.

Dicevo minigonne. Insomma, perchè ostinarsi a mettersi qualcosa che mostri i difetti anzichè nasconderli? Non c’è proprio niente da valorizzare?
Invoco lo spirito di Enzo Miccio! E anche la buoncostume!
Hai un seno abbondante? Invece di metterti qualcosa senza ferretto che ti fa sembrare un’africana al 10 parto, tira su con un push up e fai respirare quello che ti ha dato Madre Natura (beate te, aggiungo anche!).
Insomma, sono piccoli espedienti, ma piuttosto semplici da applicare, non serve ne una laurea in ingegneria genetica, ne tantomeno in fisica nucleare. E quindi mi chiedo: perchè, perchè, perchè?

Dei tacchi… beh, ne parlerò in seguito…

7 risposte a “Quando abbinare è un’utopia…

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