Volare… oh, oh

Questa volta lascio la questioni isolane per parlare di qualcosa di più generale: la partenza!
Troppo generico?
Aeroporto: la partenza!
Meglio adesso?
Volare circondata da italiani é un’esperienza indimenticabile, vuoi perché è impossibile non ascoltarli urlare – specie se accompagnati da prole – vuoi perché in un modo o nell’altro si fanno notare! Credo sia genetico…

Oggi me ne sono andata bel bella all’aeroporto di Palma (no, non sono andata in gita! Avevo un volo da prendere!), e bam, appena scendo un grido d’aquila perfora la mia tromba di Eustachio! Chi sarà stata?
Una moglie! Gridava al marito il banco del check in! Insomma, i display sono ben visibili all’aeroporto di Palma, grandi, lunghi e luminosi… Ma no, la moglie italica “ha da urlà!”

Incubo finito? Macche! Un antipasto…
Fila al check in… Branco di italiani messi li così, come buttati alla rinfusa per depistarti.
Il primo gruppo di pirla ha tenuto la povera hostess in un tempo che oscillava tra i 15 e i 20 min (e dire che una valigia dovevano imbarcare).
Ma la vera chicca é la famiglia. Mamma, papà, figli e parenti. L’apoteosi!
Problemi con i biglietti e coincidenze, uno di loro doveva andare a Santiago de Chile passando per Milano e Parigi! L’hostess blocca la fila, un cretino lascia cadere la valigia sul mio ginocchio, mentre amabilmente litigava al telefono con la fidanzata (fidanzata che non voleva lasciargli la macchina perché l’unica volta che gliel’aveva data il cretino aveva tamponato!), il padre della famigliola che voleva emulare “il giro del mondo in 80 aeroporti” camminava nervosamente da una parte all’altra.
Comunque, riesco ad avere la mia carta d’imbarco! Della famiglia… Non ne ho avuto più traccia!

Arrivo al gate. Vuoto, silezioso… Fantastico.
Piano piano si riempie di passeggini, bambini che corrono e genitori che bellamente si fanno gli affari propri… Le hostess non sono ancora arrivate e già iniziano a piazzarsi davanti al banco (premetto i posti erano assegnati)… Arrivano le hostess! E’ guerra, tutti si alzano in piedi, manco fosse mezzogiorno di fuoco! E poi stanno lì, come abeti… Passano i minuti e ancora lì.

Poi decolli e atterri… E sistematicamente scatta l’applauso! Adesso io mi chiedo: perché applaudire? Quando un medico termina di operare scatta l’ouverture? Consegni in tempo un progetto e vai di standing ovation? Non credo!
Però scattano tutti di nuovo in piedi dopo aver toccato suolo! Relax gente!

15 risposte a “Volare… oh, oh

  1. Beh, prima ancora di scattare tutt’in piedi ad aprire le cappelliere per recuperare il bagaglio a mano gli italiani accendono il cellulare🙂 Ma immagino che a te, cara Anto, sia capitato più volte di imbatterti nell’incredulità di qualche straniero che non crede che tu sia una italiana 100% ;)….comunque è vero che l’italiano in vacanza è psicosociologicamente ben inquadrabile e identificabile a distanza notevole😀
    Un bacio e buon rientro

      • A proposito di iniziativa, ho avuto la brillante idea di sorbirmi tutte le foto su Flickr… ammetto che la più bella è Bailerina…. Nell’osservarla attentamente fino a perdere la vista (chiamatemi Argo, il cane cieco di Ulisse), ho esclamato un verso inedito di Jacques Prevert: ” Ammàppete che bel pezzo di fenicottera.”😉

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