Certezze

Di colpo ho perso certezze… e mi viene in mente un solo posto capace di farmi sentire bene: l’URUGUAY.
Ho sempre trovato magico questo Paese e la sua gente. Continuo ad avere nostalgia dei miei amici sudamericani e così mi sono messa a leggere vecchie mail e mi son detta: “perché non ritrascriverle, perché non rivivere quei momenti nuovamente, anche solo con le parole e qualche foto…”

22.11.2006

E così l’avventura ha avuto inizio…
Dopo cambi date, tesi master da discutere il 9 novembre sono finalmente partita alla volta di Treinta y Tres. Viaggio alquanto lungo e faticoso, ma per ora, ne sta veramente valendo la pena. Durante le lezioni di formazione, quando sentivo parlare delle suore, della loro bontà e gentilezza, pensavo che così tante attenzioni non erano possibili e questo parlar bene altro non era che ingigantire un racconto. Poi, invece una volta immersa in una realtà diversa, con usi e soprattutto lingue differenti dalla propria, ti rendi conto che quello che dicevano a lezione, altro non era che la verità. I modi affabili e quasi “di casa” delle sorelle mi hanno letteralmente colpita. Non passa momento che non siano a chiedermi cosa possono fare per me e che cercheranno in questi mesi di non farmi extrañar mucho e credo che riusciranno nella loro impresa.

La vita a Treinta y Tres, col passare del tempo, sta prendendo una sua forma. Per il momento durante la mattinata mi occupo di catalogare e schedare i libri della biblioteca del Colegio, mentre, nel pomeriggio ho già un orario ben definito. La maggior parte del tempo la sto passando al Barrio Sosa (quartiere molto povero di Treinta y Tres) dove a seconda dei giorni svolgo diverse attività, tra cui l’insegnamento dell’inglese e dell’italiano. Per ora, abbiamo fatto pochissime lezioni e non so dare un giudizio sulla piccola classe, però spero di essere una “brava maestra”.
I ragazzi del colegio, invece, li vedo la mattina perché sino alla fine di novembre hanno i corsi al liceo (il 30 scattano le vacanze estive), dopodiché andrò con loro nei camping e per chi ne necessita darò ripetizioni, anche se non so ancora quale sarà il mio prossimo “calendario – attività”. Fatto è, che ho già preso parte alla mia prima gita scolastica.

Il 14 novembre con una classe del terzo anno siamo andati a Montevideo. Ho avuto un flashback, era tempo che non vedevo dar noia ai professori in autobus, far diventare il bus una specie di pattumiera, grida e canti per 8 ore di tragitto e poi la voglia di ridere, la genuinità nell’avere 15anni, la curiosità per un E.T. venuta dall’Italia. Tutto diventa coinvolgente. Andare in gita è stato un modo per farmi conoscere per tentare di imparare i nomi e distinguere i volti. Ma come spesso accade non c’è solo il lavoro e la mia referente – Suor Laura – mi rende partecipe a molte attività “extra – scolastiche”. Di recente siamo andate ad un concerto in teatro e non pochi giorni fa, abbiamo assistito ad un convegno sui diritti dei bambini.
Il calar della notte mi viene in aiuto, altrimenti avremmo giorni no – stop. Quando la giornata s’arresta arriva non solo il momento per riposarsi ma anche quello di tirare le somme, finora decisamente positive, anche se con estrema naturalezza vi dico che l’Italia (e tutto ciò che la rende la mia Italia) mi venga a mancare e con essa alcune certezze; ma sono convita che molte le posso trovare anche a Treinta y Tres.
Questo è il pensiero della notte uruguaya… ora si spengono le luci … ed anche l’insegna di quest’ultimo caffè (cantava Modugno).
Con cariño

8 risposte a “Certezze

  1. Stasera ripensavo a Patrizia, alla formazione a Roma prima della partenza, alle storie di 40 volontari pronti a partire per il mondo. E pensavo alle storie di quelli con cui sono ancora in contatto…Stefano l’ungherese sposato e neopapà, tu a Palma, Chiara che ha trovato l’amore in Africa ed è mamma, Veronica a Parigi. Ed io, con la nostalgia del Congo e l’impossibilità di tornarci, per ora. E sono già passati 5 anni e mezzo, dalla partenza per il mondo…

      • Veronica era stata mandata in Lesotho, ma per problemi vari a metà periodo è stata dirottata in Camerun. Lì ha conosciuto Adrien, che ora è suo marito. E vive a Parigi!
        Io DEVO tornare in Congo. Ne ho il bisogno fisico!

      • Laura TI CAPISCO!! Non sai quante volte mi sono detta: “Dovevo cercare lavoro là…”

        Ma ci torneremo…

  2. Ciao, Anto! Mai pensato di trascrivere queste tue memorie&avventure around the world in un libro, qualcosa tra un diario di bordo e un romanzo biografico…non saprei quale genere tu possa preferire ma di certo le capacità letterarie non ti mancano😉 buona domenica un bacio

      • Forse solo a te, forse no🙂 pure il buon Manzoni s’accontentava di cinque lettori…certo, devi avere la fantasia di fare dei tuoi viaggi un libro, un e-book…leggendo i tuoi racconti m’è venuto da pensare che hai buon materiale&capacità per cimentarti anche nella narrativa🙂

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