Caro Babbo Natale…

19/12/06

Mancano davvero pochissimi giorni al Natale ed io ho negli ultimi anni ho sempre scritto a Babbo Natale. Una lettera umoristica, per ridere con gli amici, in questi giorni ho pensato: posso farlo ancora? beh, proviamoci, magari il risultato non sarà lo stesso ma vale sempre la pena tentare.

Caro babbo Natale,
anche quest’anno sta terminando, al solito sarai indaffarato con i preparativi, e Mamma Natale che vigilerà accanto a te per controllare che tutto fili liscio, perché si sa dietro ad un grande uomo – nonché avanti con l’età – c’è sempre una grande donna e saltiamo il passo età!
Quest’anno non ti scrivo dal mio lettone, mi sono allontanata, ho pensato di fare due passi e camminando camminando, sono arrivata in Sud America e precisamente in Uruguay – Treinta y Tres.
Pensavo a cosa chiederti ma non ho molto in verità. Sono qui da novembre e la situazione politica italiana la seguo di rado, però un piacere te lo chiedo: fa che capiscano come funziona sta finanziaria così iniziano l’anno nuovo tutti contenti e con qualche spicciolo in meno.

In realtà, non volevo parlarti di queste cose, ma del mio Natale. Sai, ero abituata ad andare in giro con il cappotto in questo periodo, a vedere le vetrine luminescenti, il pandoro, il freddo e la neve. Già la neve… qua non nevica mai!
Adesso, mi ritrovo all’inizio dell’estate, tutti in maniche corte e un con un Natale diverso da raccontare. Non so ancora come sarà, certo è mi mancherà lo svegliarmi la mattina, affacciarmi alla finestra e ringraziare di stare al caldo tra le mura di casa mia e so bene che mi mancherà il pranzo dai nonni. Il detto vuole: “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi” – ecco non varrà per me, almeno per quest’anno. La festa consacrata alla famiglia, agli affetti più cari la potrò festeggiare solo con il pensiero, chiudendo gli occhi e immaginando i loro volti. Ti confesso che non sono mai stata una fanatica delle feste, ma quando sei lontano e tutti pensano a festeggiare insieme, la nostalgia si fa sentire. Ma spesso, è solo passeggera, semplice melanconia, basta fermarsi, e pensare a chi vuoi bene, ricordare qualche aneddoto e tutto si rasserena.

Come sarà il mio Natale?
Sarà un Natale da spettatore, forse? In un angolo dello scenario a capire come la gente qua, passa il proprio Natale. A pensare che siamo in dicembre, nonostante il caldo, le maniche corte ed il costume da bagno! Sarò seduta, in silenzio ad osservare i movimenti, ad ascoltare le parole devote della mia attuale famiglia. Si perché se è vero che la mia parte italiana, quella delle radici è al di sopra dell’equatore, la mia famiglia uruguaya (mi sento un po’ uruguaya in fondo) non è da meno, certo un po’ diversa, insolita se mi permetti, ma anche loro mi vogliono bene e nessun Natale non sarebbe Natale senza Amore. La famiglia è ovunque vai, è dentro te, nella tua storia, nei tuoi costumi, nelle parole e nell’amore che se è sincero e puro puoi trovarlo nelle persone che incontri nel tuo cammino di vita.

Sì, quest’anno avrò un Natale allargato, con la mano destra toccherò l’Italia e con la sinistra l’Uruguay. E per regalo ti chiedo (pensavi che me ne fossi dimenticata?!) di dare un carezza e un bacio alle persone delle mia mano destra, per la sinistra, tranquillo, ci penserò io.
E poi, un’altra cosa permettimi di vivere questo pezzetto della mia vita con l’assoluta serenità, cercando di donare quello che i soldi non possono e di essere ricordata come l’italiana plasmatasi in uruguaya.
Dono un abbraccio anche a te, papà Natale.

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