Va al Kazan la Coppa Campioni 2012

La Dinamo Mosca festeggia l’accesso alla finale di Coppa Cev e in Polonia lo Zenit Kazan esulta per la Coppa Campioni vinta contro i polacchi dello Skra Belchatow. Non ci sono italiane nelle competizioni europee, in Challenge Cup saranno due polacche a contendersi il trofeo.

Insomma, sembra che il volley in Europa abbia due sole nazioni: la Polonia e la Russia. Due nazioni capaci di generare un movimento, di entusiasmare i tifosi e creare business, cosa che in questo periodo di certo non guasta.

E dire che abbiamo (o avevamo) il miglior campionato al mondo, adesso stiamo piano piano perdendo i pezzi e di certo questo non agevola a uscire dalla crisi in cui questo movimento sembra stagnare.

A breve inizieranno i play off, ma quello che preoccupa di più è il futuro. Quante squadre avremo il prossimo anno? Quante potranno pagare i giocatori? Monza Brianza ci teneva alla Coppa Cev e adesso cosa succederà, si ripenserà al budget? San Giustino pagherà i giocatori così come Roma oppure si farà la fine di Pineto? E che dire di Belluno (ex Treviso), scomparirà definitivamente oppure ci sarà un salvatore? E nel profondo sud cosa bolle nella pentola di Callipo?

Insomma penso al nostro campionato e ho solo punti interrogativi (saranno state le maglie di Trento a ipnotizzarmi), ripenso a questa due giorni polacca e rimango a bocca aperta. L’Atlas Arena era uno splendido spettacolo, più di 13 mila persone, un miraggio se paragonate a quella miseria che era presente al PalaLottomatica a febbraio per la Coppa Italia.

Alekno vince nonostante sia anche tecnico della Russia (nazionale già qualificata ai Giochi), noi stiamo ancora a menarla per il doppio incarico di Barbolini… Ma chissene frega! Non credo sia un problema sostanziale, certo se si usano questi escamotage per insabbiare i veri problemi (come da anni la politica italiana insegna), beh allora è un altro paio di maniche.

E parliamo di nazionale. Polonia e Russia sono già qualificate ai Giochi di Londra e noi? Abbiamo due chance per volare in Gran Bretagna. Non è un caso però che le due nazioni qualificate sono le stesse che hanno un movimento florido alle spalle. Noi in CEV non siamo capaci di farci rispettare, bistrattati nonostante l’egemonia di Trento (sino a ieri).

Abbiamo un vice Travica che abbia meno di 30 anni? E un Mastrangelo? A opposti invece come siamo messi? Ma preoccupiamoci delle poltrone, dei voti e di tutta la ‘monnezza’ politica. Non ci sono tifosi capaci di sostenere la squadra anche quando perde (o sono molto, ma molto pochi), non c’è alcun interesse da parte dei media per questo sport e non è perché mancano i personaggi, ma perché non si vogliono creare personaggi. In Italia, non viene premiato chi cerca di primeggiare, ma chi tra gli asini è il più bravo. Basta fare il minimo indispensabile e basta. Poi, vedi il rugby e ti chiedi, ma come mai?

La poltrona piace a tutti, peccato che ci sono sempre le stesse facce, le stesse persone che non si evolvono rimango lì e della cancrena del movimento non gli importa, perché infondo “mors tua vita mea!”. Peccato che se il volley perde sempre più interesse, qualcuno potrebbe saltare davvero! Forse è questo l’unico aspetto positivo della vicenda.

(foto Cev.lu)

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