Four more years…

Ha vinto Obama e sono tutti felici.
Certo, ha vinto il meno peggio, fortunatamente gli americani sanno ancora distinguere l’idiozia, ma adesso festeggiare come neanche Michelle farebbe, beh mi sembra esagerato.
Quattro anni fa ero davvero contenta, lui sembrava un uomo diverso, un politico diverso, l’uomo del cambiamento e con tutti quelli slogan efficaci… come potevi non credergli!
Adesso lo slogan stile Coca-Cola o Nike mi ha stancato, perchè se mi volto indietro, vedo solo una serie di promesse non mantenute, e parliamo di capisaldi del suo vecchio programma, ripoposto poi anche adesso… perchè in fondo: programma che vince non si cambia.

Da dove iniziare a ricordare cosa non si è fatto?

Ah sì dall’ambiente… oltre che nero Obama doveva essere anche l’uomo verde, l’uomo della green economy e delle energie rinnovabili.
Ha sempre parlato di investire miliardi (non milioni, ma MILIARDI) di dollari in energie verdi, creare posti di lavoro, si parlava di 5 milioni, e generare il 25% dell’elettricità di tutto il Paese da fonti rinnovabili (oggi siamo appena al 14%).
Per non parlare del clima, al summit di Copenaghen del 2009, quindi a un anno di distanza dai suoi proclami, sembrava essere andato in gita. Non ha fatto ‘na mazza, per dirla utilizzando pochi giri di parole. E vorrei sottolineare che gli Stati Uniti non hanno MAI firmato alcun trattato internazionale per contenere il cambiamento climatico.
In compenso però, Obama è stato vicino alle industrie petrolifere. Sono restati nel budget del governo 4 miliardi di sussidi per le estrazioni dei gruppi petroliferi e la benzina è andata alle stelle.

Sul fronte sanitario? Peggio che andar di notte. E per una donna visto come sta andando la legge sull’aborto forse è meglio evitare la notte. Ringrazio ogni giorno di essere nata in un Paese dove se mi sento male, ho fortunatamente le cure sanitarie gratuite. Dove non mi chiedono assicurazioni e quanto pago di medico prima di visitarmi, ma mi attendono. Che poi si potrebbe fare meglio in Italia come in Spagna… ma quello è un altro discorso. Comunque dovrebbe – fra qualche anno, non c’è fretta – partire una riforma sanitaria negli States… ma con calma.
E per quanto riguarda la legge sull’aborto, nodo centrale nel 2008 e lo è stato anche quest’anno, non è stato fatto nulla, nonostante per 2 anni Obama detenesse la maggioranza democratica al Congresso. Questo è per farvi un’idea: http://www.agoravox.it/Informazioni-scientifiche.html

Le donne poi, continuano a essere perdenti. Si parlava di uguaglianza in termini di posti di lavoro più importanti e remunerativi e secondo voi, cosa è cambiato? Niente. Anche in questo caso siamo al palo.

Vogliamo parlare di politica estera?
Punto primo: si è accontonato il disarmo nucleare con Mosca, le industrie americane e ovviamente anche russe non hanno gradito quest’uscita un po’ troppo naif.
Il secondo specchietto per le allodole è stato: via dall’Iraq – non sapevano più che pesci pigliare e aiutare veramente costa troppo. O se spara o niente. E dove siamo andati di bello? Ma in Afghanistan, però ha pianificato il ritiro dei militari anche lì! Sì, a partire dal 2014!
L’industria bellica americana è il fiore all’occhiello e ce lo dice lo stesso Richard Genaille, vice direttore dell’Ufficio di Cooperazione Militare del Dipartimento della Difesa (DSCA), che giusto quest’anno potrebbe raggiungere cifre da capogiro.
http://defense.aol.com/2012/09/05/us-foreign-military-sales-top-65-billion/

E poi, c’è la crisi… A me basta solo il discorso che Obama fece qualche mese fa dando la colpa di tutti i mali all’Europa. E mi basta ricordare che lui aveva utilizzato parole dure contro la finanza di Wall Street, quella stessa finanza che a oggi è legata a doppio filo con la Casa Bianca. http://ilgraffionews.wordpress.com/2012/06/05/la-crisi-per-barack-obama-la-colpa-e-delleuropa/

Una volta Mario Matthew Cuomo disse: You campaign in poetry. You govern in prose. E come dargli torto…

Una risposta a “Four more years…

  1. Francamente non sono d’accordo: per quanto riguarda il clima, per esempio, Obama ha incentivato l’uso di energie alternative, che sono cresciute negli ultimi anni (http://qualenergia.it/articoli/20121105-obama-vs-romney-il-clima-e-l-energia-nelle-presidenziali-usa). E sulla crisi, ha varato una riforma finanziaria che timidamente tenta di ostacolare le banche d’investimento. Poi anche in politica estera uscire dall’Iraq e pianificare la partenza dall’Afghanistan non mi sembra una banalità.
    Certo, ha portato avanti una piccolissima frazione dei cambiamenti che si sarebbero potuti fare e che servirebbero, però sempre meglio che niente…
    Poi il fatto che non ci si debba esaltare, be’, lo sottoscrivo alla grande!

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