Che animale sei?

“Che animale sei?” – Copertina

Ci sono scrittrici che riescono a descrivere esattamente un momento della tua vita. E così, del libro tu ti senti la protagonista, più lo leggi, più vedi te.
Sono un’anatra, anche se in verità non so bene che animale sono, e ho incontrato un lupo, lui invece sa di esserlo, per giunta solitario e scrittore. Strani incroci, ma si sa, si scrive meglio quando si è soli. Tuttavia, non è questo il punto, nel testo c’è di mezzo un taxi, nella mia vita il mezzo di trasporto fu un altro.

Vi trascrivo per intero la pagina, pagina che più leggo più le lacrime non smettono di scendere perchè, anche se sono una pennuta, io il taxi non volevo mica prenderlo e invece… lo presi, eccome se lo presi…

Ah, l’autrice è Paola Mastrocola e il libro si intitola: “Che animale sei?”. E’ uno dei suoi primi romanzi, ma vi consiglio di leggere anche gli altri.

“… Il lupo diventò ancora più pensieroso. Rifletteva su come facesse mai una pantofola a morire. Ma ci mise troppo tempo a riflettere; avrebbe dovuto dire qualcosa e invece non le disse niente e il taxi, come fanno tutti i taxi del mondo, arrivò.

Lui la guardò salire. Pensava a mille cose: chissà come le sta bene un vestitino a fiori scollato, glielo vorrei comprare io, e invece adesso lei cosa va a cercarsi un fidanzato, meglio se non lo trova, o se quel cretino annega o se lo ingoia un castoro, e cosa diavolo ci sta a fare un fidanzato tra noi due, non c’entra niente, e io adesso glielo dico, e invece no, non glielo dico perchè devo andare in biblioteca a scrivere, anche se non ho proprio neanche un’idea in testa, ma poi lo so che mi viene, perchè le idee vengono sempre, le persone invece alle volte se ne vanno, sopratutto le persone un po’ speciali che magari hai appena incontrato e non vorresti che andassero via mai più, le legheresti al tuo braccio con un cordino, come si fa con i palloncini, ma anche i palloncini poi se ne vanno, volano via e tu rimani con il tuo stupido cordino al braccio e cosa te ne fai, guardi il palloncino che se ne va in alto e poi non lo vedi neanche più, e chissà quanti milioni di palloncini ci sono in cielo, tutti i palloncini che abbiamo perso, che idioti!, cosa stavamo facendo quando li abbiamo persi, cosa avremmo potuto fare per non perderli mai, e io adesso cosa ci vado a fare in biblioteca, posso benissimo non andarci, e allora perchè ci vado, e lei sale su quel maledetto taxi…

O forse, semplicemente, era un lupo distratto. O aveva altri pensieri. O aveva una fidanzata lupa, magari ce l’aveva da dieci anni e non gli piaceva più ma non gliel’aveva ancora detto… O non pensava che quell’anatra era la storia della sua vita, perchè non è mai chiaro quale sia la storia della tua vita; o lo pensava, ma non abbastanza. A volte pensiamo una cosa, ma non abbastanza e, se non la pensiamo abbastanza, quella cosa pluff, se ne va…
O la vita è così e basta, il tempo non è mai quello giusto, le cose devono andare in un altro modo, e non è mai vero che siamo noi a decidere come devono andare le cose, le cose vanno come vogliono loro.

Sta di fatto che quel mattino quel lupo non fece niente per fermare quell’anatra. La lasciò semplicemente andare.
E quell’anatra se ne andò”.

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