Cagarla

cagarla

No tranquilli il mio intestino svolge una funzione regolare e non parlerò di cessi. Promesso. Ma questo verbo ci permette di soffermarci su questo modo di dire, ma anche di parlare del Natale.

Il primo significato del verbo cagar appare evidente. E’ ciò che il dizionario Treccani utilizza i seguenti sinonimi: Espellere le feci e defecare. In spagnolo però possiamo aggiungere qualche significato in più.

Se vogliamo indicare disprezzo la frase sarà “me cago en la vecina del tercero/en la madre que te parió etc…” insomma potete cacarvi chiunque.
Se siamo arrabbiati le frasi saranno due: “me cago en la leche” e “me cago en la mar”. Sono semplici imprecazioni.

Figuratamente possiamo cacarci addosso/sotto (avere una gran paura) e allora useremo – questa volta in versione riflessiva – “ayer vi una película de terror y me cagué de miedo”. (Ieri ho visto un film horror e sono morto dalla paura).
La forma meno volgare sarebbe: “me lo hice encima”. Me la sono fatta addosso.

Avere molto freddo: “me cagué de frío”.

E infine c’è “cagarla“, che equivale a “commettere un errore difficile da risolvere“. Insomma siete spacciati, perchè non solo avete commesso l’errore, ma spesso questo porterà spiacevoli conseguenze negative.
“¡Ahi Leti, la cagué! En lugar de enviar el whatsapp a María contandole el cotilleo sobre el novio de Carmen, se lo envié a la propia Carmen”. (Uff Leti, sono spacciata. Invece di inviare un whatsapp a Maria raccontandole il gossip sul tradimento del fidanzato di Carmen, l’ho inviato proprio a Carmen).

E tutto questo cosa c’entra con il Natale?
C’entra eccome perchè i catalani fanno cagar el Tió de Nadal.

Il Tió è un piccolo tronco di legno che porta i doni il giorno di Natale. La tradizione vuole che a partire dall’8 dicembre i bambini iniziano a portargli da mangiare (lo ingrassano come un maialino), tutti i giorni. Il Tió viene anche coperto per far sì che non senta freddo, nelle gelide notti invernali e prima del 24 dicembre porterà i regali di Natale.
Quando arriva il momento di farlo cacare i bambini dovranno munirsi di bastone e colpire il pezzo di legno (lo dovranno prendere a mazzate!), cantando anche la canzoncina tipica.
Un volta colpito il bambino dovrà uscire dalla stanza – con la scusa di scaldare il bastone o bagnarlo e pregare, nel frattempo far riposare il Tió e farlo cacare in santa pace.
Questa tiritera si ripete per ogni regalo…

Questa una bambina indemoniata

Una risposta a “Cagarla

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