Trabajar… ¿negro o chino o…?

Burro-with-Bags

Per una volta prendiamo spunto dall’attualità. No, non parlerò della crisi e nemmeno inserirò  offerte di lavoro (magari potrerle inserire), ma qualche settimana fa alcuni artisti uruguaiani hanno inviato una richiesta alla RAE (Real Academia Española, l’equivalente dell’Accademia della Crusca) e chiedevano che l’espressione “trabajar como un negro” (credo che non ci sia bisogno di tradurla) venisse tolta dalla dizionario perchè considerata discriminatoria. (Hanno realizzato anche un sito web con tanto di video: http://www.borremoselracismodellenguaje.com).
Riusciranno nell’impresa?

Tuttavia, i neri non sono gli unici a essere citati nel gergo spagnolo (e nemmeno in quello italiano).
Quando un lavoro è estremamente faticoso, complicato e dettagliato si dice: “ser trabajo de chino”.

El jersey que me ha hecho mi madre es maravilloso, pero ha sido un trabajo de chinos = Il maglione che mi ha fatto mia madre è meraviglioso, ma è stato un lavoro cinese/lavoro certosino.

Si possono chiamare in causa anche i nani, quando il lavoro comporta molti sacrifici… si pensa che l’origine dell’espressione “trabajo de enano” derivi dalla favora die fratelli Grimm Biancaneve e i sette nani in cui quei poveri disgraziati lavoravano in una miniera.

Quando il lavoro diventa molto fisico e faticoso allora lì si tirano in ballo gli animali.
Trabajar como un burro (asino) oppure “como un animal”.

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