Day 60 #Smisurata

537747_184178005041382_525178822_n_large Zoe faticava a sorridere, camminava con passo deciso per Via Solferino, voleva arrivare all’Orto Botanico di Brera prima della sua chiusura… ed erano le 15, doveva accellerare il passo. Voleva starsene per i fatti suoi e quel posto era perfetto. Non ci andava quasi mai nessuno ed era uno dei giardini più belli e nascosti di Milano. Zoa aveva voglia di piangere, voleva liberarsi di un po’ di dolore… quel dolore che con tanta fatica l’aveva messo a tacere e che ora invece era piombato nuovamente nella sua vita.

Un’altra delusione da annotare, un’altra delusione da superare… in poche parole “un altro stronzo”. E dire che con Filippo erano amici… non di vecchia data ma amici. Un’amicizia fermentata dal tempo e poi mutata (almeno per Zoe). Zoe e Filippo erano quasi inseparabili, non c’erano segreti tra loro. Zoe era stata la sua crocerossina nelle settimane successive alla rottura con Leda. Non lo lasciò mai solo.

Leda era la tipica gatta morta, lasciva, approfittatrice… aveva promesso e illuso il povero Filippo, che adesso si stava riprendendo dalla batosta. Zoe lo ascoltava, lo ascoltava fino allo sfinimento… lui voleva l’altra e Zoe altro non era che l’amica premurosa… a volte invisibile… solo un mezzo per vomitare il dolore e la rabbia. Adesso però era lei ad aver bisogno di qualcuno… e Filippo non c’era. Non poteva esserci perchè la nausea, la collera, le pene gliele stava provocando proprio lui.

15:15… aveva un’ora. Zoe era appena arrivata e si dirigeva dritta verso l’ex serra… lì ci si poteva sedere, ranicchiare e piangere. Aveva bisogno di questo, di un posto dimenticato – come lei – e tranquillo, quello che non era lei in questo momento. Aveva con sé l’iPod e il suo quaderno… non poteva farne a meno, era abituata a scrivere e si sentiva libera con carta e penna alla mano. E iniziò a raccontarsi, iniziò a scrivere come si sentiva e si stava sentendo…

“Ciao Filippo, 

lo sai, lo sai bene non sono fatta per i confronti vis à vis, guardarti negli occhi e svuotare il mio mondo mi intimorisce. Mi si strozzano le parole in gola, rimangono incastrate tra la trachea e l’epiglottide e no, non c’è verso che escano. Ti volevo e volevo essere tua, ma te hai il cuore altrove… e allora perchè l’abbiamo fatto? Per la prima volta mi sto pentendo di qualcosa che ho fatto, di quello che provavo e io… io non ho mai avuto rimpianti, mai rimorsi… eccetto la danza classica, ma avevo 12 anni. 

Mi sono sentita trattata come tutte le altre… eppure io non dovevo essere diversa? Invece, ti sei approfittato. Ti sei approfittato della mia debolezza e del tuo essere uomo… e stronzo. Perchè farlo con me se non mi vuoi? Volevi cercare di dimenticare Leda? Volevi punirla? Beh… hai punito me. Io mi ero fidata di te, eri il mio mentore, la mia spalla… e adesso non c’è più nulla. Quello che c’era si è rotto e affrontarti adesso non è possibile per me. Non so se sarò in grado di fidarmi nuovamente di te, di credere in quello che dicevi… Lo so, non hai promesso nulla… ma hai detto e a quelle parole io non credo più. Si sono rivelate bugia e pensavo che tra di noi non esistesse alcuna bugia.

Mi sento un mezzo. Sono stata un mezzo per alleviare il dolore. Forse volevi sentirti desiderato e amato… d’altronde Leda è sempre stata molto reticente in manifestazioni d’affetto e te ne hai bisogno. Non sei abituato a chiedere apertamente, ma hai fortemente bisogno di ricevere affetto. Hai bisogno di qualcuno che alimenti la tua vita… curioso per me, che la parola vita ce l’ho nel nome. Io ero pronta. Pronta anche a sbagliare, a inciampare… ma sì perchè non fare una pazzia?!

Non ho certezze. Non le ho proprio come te, però mi piace pensare che posso costruirmele. Te invece hai solo dubbi e per una che invece voleva lanciarsi… beh, non eri proprio appropriato. Rispetto i tuoi silenzi, rispetto i tuoi sentimenti… ma io non ce la faccio proprio a guardarti negli occhi. So che vorresti che ci vedessimo, ma sarebbe troppo dura per me. Non ora.

Sono smisurata? Hai risvegliato il dolore che avevo dentro e forse per questo fa più male. Tuttavia mi sono sentita tradita. Tradita da un amico prima di tutto e poi usata. Rifiutata. Sono a pezzi. Forse esagero? Forse… ma adesso io non posso accettare le sfumature e te non sei per i colori netti. Non c’è compatibilità tra noi. Fa male… ma è così. Smisurata? Si avevo una voglia smisurata di scoprirti, di stare con te, di viverti con tutte le tue mille sfaccettature e paturnie… perchè, cielo se ne hai. Quasi quante una donna!

Mi mancherai… mi mancheranno tutte le crepe con la nutella mangiate insieme, le volte in cui siamo andati in palestra, le frasi sciocche e senza senso, il commentare la vita con allegria. E’ finito. Tutto questo è finito. Alla fine il tempo non cura nulla… solo ci abituiamo all’idea che alcune cose cambiano e dobbiamo accettarlo. Così io dovrò accettare che non ci sarà mai un poi ma che infondo non c’è mai stata l’intenzione di un poi”.

Erano le 16:30… era tempo di andarsene, il custode aveva timore a parlarle perchè aveva il viso imbrattato di lacrime… le lasciò il tempo di andare in bagno a rifarsi il trucco. Chiusero insieme le porte dell’Orto botanico e Zoe potè chiudere il suo capitolo.

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